Album fotografico di matrimonio: fermarsi a ricordare

album fotografico di matrimonio

Quando sfogli un album, ti fermi

Qualche giorno fa stavo parlando con una sposa con cui sto preparando l’album fotografico del matrimonio.

A un certo punto mi ha detto una cosa molto semplice, ma che mi ha fatto riflettere:

«Quando sfogli un album, ti fermi sulle fotografie e ti vengono in mente tanti ricordi. Con un video invece no. Non metti in pausa per poi riprendere.»

Le ho dato ragione.

Anch’io, quando mi capita di sfogliare gli album con i miei figli, mi accorgo che ci soffermiamo sulle fotografie e iniziamo a ricordare episodi, persone, situazioni che magari avevamo quasi dimenticato.

Se invece guardiamo un film o un video, difficilmente mettiamo in pausa per qualche minuto per raccontare un ricordo legato a quello che stiamo vedendo.

E non voglio che questo diventi un confronto tra fotografia e video.

Anzi, secondo me fotografia e video vanno a braccetto e uno non esclude affatto l’altro.

Il video ha un valore enorme e riesce a restituire qualcosa che una fotografia, per sua natura, non può raccontare: il movimento, le voci, la musica, le parole.

Ma quella frase mi ha fatto pensare a un’altra cosa.

A come guardiamo i nostri ricordi.

Un album fotografico ci fa rallentare

Quando sfogli un album fotografico di matrimonio non c’è niente che scorre automaticamente.

Devi girare una pagina.

Ti fermi su una fotografia.

La guardi.

Magari riconosci qualcuno che avevi quasi dimenticato.

Ti accorgi di un dettaglio che la prima volta non avevi notato.

E poi magari dici:

«Guarda qui…»

E inizi a raccontare.

È proprio questo il bello.

Una fotografia non ti obbliga ad andare avanti.

Ti permette di rimanere lì.

Anche per qualche secondo in più.

O magari per qualche minuto.

Una fotografia non racconta tutto. Fa riaffiorare qualcosa

Una fotografia di matrimonio non contiene tutto quello che è successo quel giorno.

E non potrebbe farlo.

Non può restituire la musica, le voci degli invitati, il profumo dei fiori o quello che vi siete detti cinque minuti prima.

Ma può fare una cosa particolare:

riaprire una porta.

Guardando una fotografia possiamo ricordare quello che è successo prima e quello che è venuto dopo.

Possiamo ricordare una persona che in quel momento era accanto a noi.

Possiamo tornare con la mente a quella giornata.

E questo vale per un matrimonio, ma anche per un servizio fotografico di famiglia, per le fotografie dei nostri figli o per un viaggio.

Una fotografia può diventare un punto di partenza per la memoria.

Non contiene necessariamente tutto il ricordo, ma può far riaffiorare qualcosa che pensavamo di aver dimenticato.

Ed è forse anche per questo che una fotografia stampata continua ad avere un significato particolare.

album fotografico

Il problema non è il video

Vorrei essere chiaro su questo.

Non penso affatto che il video sia meno importante della fotografia. Anzi. Ci sono momenti di un matrimonio che, attraverso un video, possono assumere una forza completamente diversa.

Sentire nuovamente la voce di una persona cara, riascoltare una promessa, rivedere un discorso, sentire la musica che accompagnava un momento importante.

Sono ricordi preziosi.

Il punto è che fotografia e video non fanno la stessa cosa.

E forse non dobbiamo nemmeno chiedere loro di farla.

Il video ci permette di rivivere una sequenza. La fotografia ci permette di fermarci su un istante.

E quella differenza, apparentemente piccola, cambia il modo in cui ci rapportiamo al ricordo.

Quando sfogli un album non sei uno spettatore

C’è anche un’altra cosa che mi piace dell’album fotografico.

Non ti viene semplicemente mostrato.

Devi partecipare.

Prendi l’album, lo apri, giri una pagina, poi un’altra.

E decidi tu quanto tempo dedicare a ogni fotografia.

Puoi tornare indietro, puoi saltare una pagina, puoi fermarti su una fotografia per raccontare qualcosa.

Puoi farlo insieme a tuo marito o tua moglie, con i figli, con i nonni.

Magari tra vent’anni con persone che quel giorno non erano ancora nate.

È un’esperienza molto diversa dal guardare una sequenza di immagini su uno schermo.

Il bello è anche nei dettagli che avevamo dimenticato

Quando preparo un album di matrimonio, mi piace pensare che non serva soltanto a ricordare quello che già ricordiamo.

Dovrebbe permetterci anche di scoprire qualcosa.

Una fotografia di un invitato che ride in un angolo, un’espressione di vostro padre, un abbraccio che in quel momento non avete visto, un particolare della tavola, un bambino che corre mentre tutti gli altri erano concentrati sugli sposi.

Sono fotografie che magari, quel giorno, non avete nemmeno notato.

Poi le ritrovate nell’album.

E vi fermate.

«Ah, guarda lui!»

Ed ecco che parte un altro ricordo.

È anche questo uno dei motivi per cui il lavoro del fotografo non consiste semplicemente nel fotografare quello che gli sposi stanno guardando.

A volte significa osservare quello che loro, in quel momento, non possono vedere.

album fotografico matrimonio

L’album non è soltanto un contenitore

Forse è proprio questo il motivo per cui continuo a credere nell’album fotografico e nelle fotografie stampate in generale.

Nonostante oggi possiamo conservare migliaia di fotografie sul telefono, sul computer e nel cloud, un album ha un modo completamente diverso di farci incontrare le nostre immagini.

Non è soltanto un contenitore. È un racconto.

Una sequenza di fotografie scelta, ordinata e pensata per essere sfogliata.

E soprattutto non ha bisogno di notifiche.

Non c’è una nuova fotografia che compare dopo tre secondi.

Non c’è una barra che avanza.

Non c’è qualcuno che ci dice quando andare avanti.

Siamo noi a decidere quando fermarci.

Forse abbiamo bisogno di fermarci un po’ di più

Viviamo in un periodo in cui tutto scorre velocemente.

Le fotografie scorrono. I video scorrono.

Le storie durano pochi secondi e poi vengono sostituite da altre.

Anche i ricordi rischiano di diventare così: qualcosa che appare sullo schermo e dopo pochi istanti lascia spazio a qualcos’altro.

Un album fa esattamente il contrario.

Ci invita a rallentare, e forse è proprio questo il suo valore.

Non perché la carta sia necessariamente migliore dello schermo.

Non perché il video abbia meno valore.

Ma perché sfogliare un album è un gesto lento.

E quando rallentiamo, forse riusciamo anche a ricordare meglio.

Una fotografia da guardare, non soltanto da conservare

Alla fine, penso che il vero valore di una fotografia non sia semplicemente quello di essere stata scattata.

E nemmeno quello di essere stata salvata.

Una fotografia acquista un significato diverso quando torna davanti ai nostri occhi e ci fa ricordare qualcosa.

Un album fotografico di matrimonio fa proprio questo.

Ci invita a fermarci.

A guardare.

A parlare.

A dire:

«Ti ricordi quel giorno?»

E forse è proprio lì che una fotografia smette di essere soltanto un’immagine e torna ad essere un ricordo.

articoli correlati

fotografia mamma e figlio in studio
Perché rimandiamo un servizio fotografico
servizio fotografico smash cake primo compleanno monfalcone gorizia
Perché smettiamo di fotografare i nostri figli dopo il primo anno?
servizio fotografico battesimo
Dietro un servizio fotografico